SI’ AMO l’Ospedale di Pantalla – di Andrea VANNINI

Al nostro Ospedale, abbiamo notato, ci si rapporta fondamentalmente in 3 modi comportamentali: i primi due, purtroppo sono o quello dell’ignorarne la presenza finché non ci serve o quello della denigrazione sistematica (che ci siano dietro pulsioni privatistiche mi pare evidente).
Noi ce ne vogliamo occupare nella terza maniera, quella seria, che antepone l’analisi dei dati ad ogni altra valutazione di prospettiva. La quale peraltro è ora che si affronti perché il Piano Sanitario Regionale si sta costruendo e noi dobbiamo essere, assieme alle Istituzioni, che vanno ringraziate per ciò che hanno fatto, e ai Cittadini ed al Personale protagonisti di un Progetto innovativo, che ci porti un ulteriore salto di qualità.
Valuteremo dapprima la funzionalità dei presidi storici per così dire di Diagnosi e Cura (Chirurgia Medicina, Ostetricia e Pediatria) nel loro complesso e, successivamente, passeremo ad analizzare i servizi di diagnosi , gli ambulatoriali e anche i nuovi innesti assistenziali.
Porteremo dati riferiti al primo trimestre 2017 e sarà semplice fare le proiezioni: la dizione riguarda anche Assisi per piccoli numeri.
Nella Degenza Ordinaria il numero dei dimessi è di 980, distinti in 252 per la Chirurgia, 348 per la Medicina, 90 per la Pediatria e142 per la Ostetricia (gli altri afferiscono ad altre branche); 393 è il numero dei dimessi in regime di DH. Siamo quindi, sentiti gli Esperti, ad un ottimo livello di efficienza.
Così pure se diamo una occhiata al 2016-proiezione 2017, il dato di 5500 ca di dimessi totali si mostra in lieve ascesa.
Non tutti sanno poi che anche in sanità si calcola il costo medio di ciascun ricovero con un sistema valutativo chiamato DRG. Bene, il fatturato totale dei dimessi (ricordiamoci che facciamo riferimento al primo trimestre dell’anno in corso) è di 3.200.000 E., con una crescita del fatturato (scusate la parola ma un’altra non ce ne é) per quelli chirurgici.
Salta all’occhio una fotografia che colpisce, quella della residenza di coloro che accedono al nostro Ospedale: ben il 10% viene dalla USL 2, il 5,24 da fuori regione, il che, per un ospedale non di grandi dimensioni è un attestato di stima notevole.
La Degenza Media (cioè il tempo medio in cui occupiamo il letto da pazienti, esclusi i neonati che, ovviamente, fanno storia a sé) risulta complessivamente di 5,52, ottima se consideriamo che ci sono molti sia anziani che affetti da patologie croniche che subiscono lunghi ricoveri. Per concludere questa parte diremo che il tasso di utilizzo del nostro Ospedale è salito dal 71 del 2015 alla stima del 85,89 per il 2017, il che dimostra non solo che è stata una scelta programmatoria giusta ma che, man mano che il tempo passa , viene sempre di più utilizzato (mi dispiace per i gufi ma i numeri sono numeri e non chiacchiere!).
Ovviamente i numeri da dare ed analizzare sono anche molti altri, relativi, come detto, ai Presidi di Diagnosi, alle attività Specifiche ed Ambulatoriali. Li vedremo con calma.
Una cosa, sfogliando, colpisce. Riguarda, sempre riferiti al primo trimestre i dati comparativi tra gli ospedali della USL 1: abbiamo un totale di costi di 35.372.000 a fronte di un fatturato teorico totale (ricoveri e specialistica ambulatoriale) di 32.100.000: nel passivo c’è un solo Ospedale che registra un margine di contribuzione positivo del 4,26 mentre gli altri sono tutti in debito e, guarda un po, trattasi del nostro!
Sarà nostra cura richiedere dati ufficiali alla DG sulla dotazione di personale (sui posti vacanti o in corso di copertura) ma, insomma, nasometricamente parlando, se dico, sentiti sempre gli esperti, che il minimo per la copertura di un turno medico è rappresentato da 6 medici, non mi sembra di dire una eresia.
Ciò che emerge da questa prima analisi sono tre note importanti: la risposta assistenziale è stata in questi anni qualitativamente e quantitativamente appropriata e ciò soprattutto è stato dovuto al grande impegno professionale e generosità degli Operatori, nessuno escluso, dalla Direzione Sanitaria in avanti; inoltre è stato raggiunto, sul piano specifico dei risultati, quello che era uno degli obiettivi prioritari all’atto della realizzazione e cioè il rapporto inclusivo tra ospedale e territorio di appartenenza con una integrazione funzionale dei servizi.
Ma ciò ha fatto salire il numero di pazienti che si rivolgono alla struttura ospedaliera e, contemporaneamente, reso necessarie degli adeguamenti di organico ormai non più rinviabili, in Medici ed Infermieri.
Inoltre che all’annoso problema della carenza di una terapia intensiva e rianimazione, in qualche maniera, va data una risposta.
Buon lavoro a tutti quindi perchè, ricordiamoci bene, abbiamo a disposizione un gioiello assistenziale da difendere e da migliorare.

pdadmin

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